St. Hubert Arboretum

(Italian text at the end of the article / Testo in italiano alla fine dell’articolo)

Kysuce, a picturesque forested region in northwestern Slovakia, boasts beautiful places for tourism, a rich history and its own traditions. All of this gives the region its unmistakable character. However, life in the harsh countryside was extremely difficult in the past. Long winters and short summers gave local residents only a very short time to secure basic food. In the past, Kysuce was affected by numerous crop failures and subsequent famines, epidemics, natural disasters and a lack of job opportunities outside of agriculture. It was in these difficult conditions that the residents were comforted by faith, which is still alive in the region and is part of the spiritual life of their ancestors. Today, the situation is of course different from what it used to be, but the region is known for maintaining traditions and folk customs.

Kysuce is also known for the ethnographic exposition of the Kysuce Village Museum. Preparations for its creation began shortly after the establishment of the Kysuce Museum and the foundation stone of this exhibition was laid on 11th October, 1974. The priority was to save the most valuable monuments of folk architecture from the villages of Riečnica and Harvelka, which were to disappear due to the construction of the Nová Bystrica Reservoir (dam). By 1981, when the first part of the exhibition was made available, 22 of the planned 69 objects of the outdoor museum exhibition had been built. The ethnographic exhibition aims to reconstruct the settlement landscape and environment, with a presentation of folk architecture and the way of life and culture of the people of Kysuce in the second half of the 19th century and the first half of the 20th century.

On the 45th anniversary of the operation of the Kysuce Village Museum in Vychylovka, the Apostolic Nuncio in Slovakia, Mons. The Chapel of Our Lady of the Rosary from the first half of the 19th century was blessed by Nicola Girasoli. In the presence of several extraordinary and plenipotentiary ambassadors and diplomats accredited in the Slovak Republic from Croatia, North Macedonia, the Czech Republic, Albania, Romania and Spain, the foundation stone of the St. Hubert Arboretum was also ceremonially blessed, founded by Marek Sobola, Secretary-General of Servare et Manere and Honorary Consul of Romania in Slovakia.

The first tree planted in the arboretum was the “Linden of the Two Bishops”. This tree of Slovenian-Slovak friendship was symbolically planted in a pot during the exhibition SLOVak – SLOVenian Dimension in the Kysuce Museum, co-authored by Marek Sobola. The exhibition was jointly patronized by His Excellency Mons. Tomáš Galis, Bishop of Žilina, together with Mons. Jurij Bizjak, Bishop Emeritus of the Diocese of Koper (Slovenia). The roots of the tree, in addition to both bishops, were sprinkled during the opening by the ambassadors of Indonesia, Japan, Romania, Slovenia and diplomats of Slovakia and the Holy See.

On 2nd May 2026, it was planted in Kysuce soil together with the apostolic nuncio by the diplomats and representatives of church and social life present. This first tree symbolically founded the St. Hubert Arboretum, which will expand the exhibition of the Kysuce Village Museum with an assortment of domestic trees. The foundation stone of the first Kysuce arboretum comes from the foundations of a now-defunct “cholvárok”, a summer shepherd’s dwelling with a stable, which were widespread not only in Kysuce in the past. The stone was selected and discovered in nature by Miroslava Jančulová, head of the open-air museum in Vychylovka, and it was completed by sculptor Michal Janiga.

Il nunzio apostolico in Slovacchia ha benedetto una storica cappella e la prima pietra dell’Arboreto di San Uberto

La regione di Kysuce, una pittoresca area boschiva nel nord-ovest della Slovacchia, può vantare splendidi luoghi per il turismo, una ricca storia e tradizioni caratteristiche. Tutto ciò conferisce alla regione un’identità inconfondibile. Tuttavia, in passato la vita in queste condizioni naturali difficili era estremamente dura. Inverni lunghi ed estati brevi lasciavano agli abitanti locali solo un periodo molto limitato per procurarsi il cibo essenziale. La regione di Kysuce fu colpita da frequenti cattivi raccolti, carestie, epidemie, calamità naturali e dalla mancanza di opportunità di lavoro al di fuori dell’agricoltura. Proprio in queste condizioni difficili, la popolazione trovava conforto nella fede, che nella regione è ancora viva e rappresenta una parte importante della vita spirituale degli antenati. Oggi la situazione è naturalmente diversa, ma la regione è conosciuta per la conservazione delle tradizioni e delle usanze popolari.

Kysuce è nota anche grazie all’esposizione etnografica del Museo del villaggio di Kysuce, nata in seguito alla costruzione della diga di Nová Bystrica, un bacino di acqua potabile per l’intera regione. L’esposizione è stata aperta al pubblico nel 1981 e presenta l’architettura popolare, nonché lo stile di vita e la cultura della popolazione di Kysuce tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nel 2026 il Museo del villaggio di Kysuce celebra il 45° anniversario della sua attività. In questa occasione, su invito dell’etnologo Marek Sobola, è stato visitato dal nunzio apostolico in Slovacchia, Monsignor Nicola Girasoli. La sua visita è culminata in un atto straordinario: la benedizione della storica Cappella della Madonna del Rosario, risalente alla prima metà del XIX secolo, che in passato è stata trasferita nel museo da Zborov nad Bystricou e che ancora oggi è utilizzata per funzioni liturgiche e come scenografia cinematografica.

Il nunzio apostolico, per via della sua funzione diplomatica, normalmente non benedice edifici religiosi nello Stato in cui rappresenta il Santo Padre; per questo motivo, la concessione di tale eccezione rappresenta un evento straordinario per l’intera regione. L’edificio resterà per sempre legato al suo nome.La cerimonia solenne, alla presenza del corpo diplomatico, dei rappresentanti della diocesi di Žilina e delle autorità locali, ha unito tradizioni religiose e diplomazia internazionale. L’eccezionalità dell’evento è stata sottolineata dalla presenza di ambasciatori e diplomatici provenienti da diversi Paesi, tra cui Spagna, Repubblica Ceca, Albania, Macedonia del Nord, Romania e Croazia, nonché rappresentanti militari della Slovenia. Gli ospiti hanno reso omaggio alla memoria degli antenati che, nelle difficili condizioni della regione di Kysuce, trovavano conforto nella vita spirituale e nell’architettura che il museo cerca di preservare per le future generazioni.

La conclusione dell’evento è stata dedicata a un simbolico legame tra cultura e natura. Nel suolo di Kysuce è stato piantato il “Tiglio dei due vescovi”, che è diventato il primo albero del nascente Arboreto di San Uberto. Il tiglio rappresenta il culmine di una precedente collaborazione tra il vescovo di Žilina, Monsignor Tomáš Galis, e Monsignor Jurij Bizjak, vescovo emerito di Capodistria. Il nunzio apostolico ha inoltre benedetto la prima pietra dell’arboreto, realizzata con resti di una storica abitazione pastorale. Il progetto amplia così l’esposizione dello skansen con una collezione di specie arboree autoctone e rafforza le relazioni internazionali. L’evento odierno rappresenta un esempio cristiano di unione tra diplomazia, cultura, tradizioni e religione, senza precedenti in Slovacchia.

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